E’ stata dura ma cel’ho fatta

 

 

Sono entrata in ospedale solo 2 volte in vita mia per partorire,

ma martedì 16 ottobre in pochi minuti la mia vita e’ cambiata,

sono dovuta tornarci in codice rosso.

Il mio polmone destro e’ collassato,

sono stata colpita da un pneumotorace: la pleura si è’ riempita

di aria non permettendo piu’ l’espansione del polmone,

portandolo in poco tempo al collasso.

In sostanza non respiravo più.

Me la sono vista veramente brutta, mi hanno ripresa per i capelli,

un ora prima ero a pranzo con Pippo e i ragazzi e dopo mi sono trovata  a Careggi.
Intervento di corsa al polmone, drenaggio interno  per liberare il polmone dall’aria … Pippo sempre al mio fianco.
Tantissima paura per tutti noi, ho pensato di non rivedere più’

i miei cari, ho avuto un collasso prima della prima tac,

ho visto mio padre … momenti difficili sia moralmente

che fisicamente. 

Non potersi alzare per tre giorni da letto, trovarti in un reparto

con casi drammatici dove ti sei la più’ giovane,

e gli altri ti guardano come per dire: lei che ci fa qui?!
Ho patito davvero tanto per il drenaggio nel polmone

( un tubo di 10 e più cm) per toglierlo … 2 punti in più’ senza anestesia, le notti in bianco nonostante gli antidolorifici,

insomma e’ stato davvero faticoso e difficile.

Perche’ e’ successo tutto questo?


A quanto pare quello che e’ accaduto a me succede sempre più’ spesso di quanto si possa pensare, nelle persone la giovani,

nelle persone con un fisico esile, altrimenti succede punto e basta.

Perché’ sto’ parlando di cio’ che mi e’ successo?

Perché’ troppo spesso si danno per scontate tante cose che

poi proprio così scontate non sono:

affetti, persone, salute, situazioni ecc.


Bisogna inoltre voler più’ bene a noi stessi e al nostro corpo. 


Da oggi vedo le cose in maniera diversa e questa frase secondo me dice tanto:


“Respirare a pieni polmoni è l’augurio che ciascuno dovrebbe fare a sé stesso e agli altri, poiché la salute di questi organi equivale a respirare e … il respiro è vita”.


Voglio approfittare per ringraziare prima di tutto il mio medico

Franco Latella che si e’ accorto di tutto, la Professoressa Poggesi

che mi ha seguito in reparto, Giorgio Galanti e poi tutti coloro

che mi hanno chiamata, mandato sms, che sono venuti a trovarmi, che mi sono stati vicini, c’è’ chi mi ha fatto arrivare una

super mega pizza ( grandezza americana della Fabbrica del Pane)

mi scuso invece con mio marito, mia mamma per lo spavento

che gli ho fatto prendere, li ringrazio invece per la gestione con i ragazzi che non e’stata semplice.


Da oggi dovrò’ condurre una vita più’ tranquilla … ma nonostante il grandissimo spavento sono ancora qui

e tutto questo non mi ha tolto il sorriso, perché’ alla fine

sono stata fortunata, poteva andare peggio.


“Sogna come se dovessi vivere per sempre, vivi come se dovessi morire oggi”.

La cosa più bella è stata appena uscita dall’ospedale  andare a prendere a scuola  i miei ragazzi,  Vieri e Vanni , e riabbracciarli

che mi sono mancati moltissimo!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

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